Life Science: in Lombardia vale il 2,5% del PIL nazionale

In Lombardia il comparto del Life Science si conferma un driver di sviluppo per il sistema sociosanitario regionale, grazie al forte asse pubblico-privato.
Il sistema integrato garantisce un elevato tasso di innovazione sanitaria e competenze di alto profilo, generando un valore aggiunto pari al 12,6% dell’intero Pil regionale e il 2,5% di quello nazionale. Le imprese del settore presenti in Lombardia complessivamente rappresentano un terzo della filiera pharma e medtech nazionale.

Sono alcuni dati emersi dal rapporto ‘La rilevanza della filiera Life Sciences in Lombardia: benchmarking tra regioni italiane ed europee’, realizzato dal Centro studi di Assolombarda in collaborazione con le associazioni di categoria.

La filiera lombarda è uscita rafforzata dalla pandemia

Il valore della produzione in Lombardia nel 2022 raggiunge quasi 85 miliardi di euro, +17,5% rispetto al 2019. Il valore aggiunto sfiora 30 miliardi di euro (+16,4%). Nell’intero Paese la variazione è del +13,8%.

La Lombardia si riafferma anche come hub primario nazionale delle scienze della vita, distinguendosi tra i maggiori player in Europa. Qui, d’altronde, risiede un sesto della popolazione nazionale e si registra il 19% degli addetti, il 26% del valore aggiunto e il 31% del valore della produzione della filiera italiana.
Un confronto che regge anche con le altre regioni continentali rilevanti per insediamenti Life Science, come Cataluña, Baden-Württemberg e Île de France.

I numeri di un sistema vincente

L’industria farmaceutica lombarda spicca per un valore aggiunto per abitante superiore a tutti i benchmark, pari a 695 euro. L’export ammonta a 9,8 miliardi di euro nel 2023 (+28,3% vs 2019). 

Relativamente ai servizi sanitari, il valore aggiunto pro-capite in Lombardia cresce del +9,1% tra il 2019 e il 2022. Sempre nel 2022 il valore della produzione e il valore aggiunto dell’industria lombarda superano rispettivamente 38 e 11 miliardi di euro, +28,7% e +26,8% rispetto al 2019.
Inoltre, in Lombardia, l’industria da sola attiva il 45,2% del valore della produzione e il 37,1% del valore aggiunto dell’intera filiera Life Science regionale.

Imprese industriali driver di salute e attrattori di innovazione per il cittadino

Considerando le 77 maggiori aziende lombarde (con fatturato superiore a 100 milioni), il 66% ha una attività produttiva in regione, il 55% svolge trial clinici, mentre il 39%, ha un centro di ricerca aziendale.
Quanto alla rilevanza strategica dei servizi sanitari e socio-assistenziali, i servizi sanitari rappresentano il 54% del valore aggiunto e il 35% del valore della produzione dell’intera filiera lombarda.

Inoltre, i servizi sanitari lombardi attivano il 18,3% del valore aggiunto nazionale del settore, esprimendo un’incidenza superiore rispetto a quella della popolazione. Questo deriva sia dall’attrattività verso pazienti non residenti sia da una maggiore offerta sanitaria privata.