Italiani e sostenibilità: tutti la vogliono, ma sono ancora troppe le barriere

In Italia resta elevata la soglia di attenzione verso il tema della sostenibilità. Il 55% degli italiani prova a fare del suo meglio per adottare comportamenti idonei, tuttavia, emergono parecchi ostacoli.
Se da un lato chi vorrebbe essere più virtuoso non sa come fare, dall’altro 4 consumatori su 10 trovano sempre più difficile agire in modo sostenibile a causa della crisi economica. Il prezzo elevato è infatti la prima barriera (60%). 

Secondo l’indagine ‘Who cares? Who does? Sustainability’, realizzata da YouGov su un campione di 4.382 famiglie, il 75% degli italiani rientra però nella categoria dei cosiddetti Eco-Actives (23%), coloro che dimostrano maggiore sensibilità su tematiche green e allo stesso tempo cercano di acquistare prodotti sostenibili regolarmente, o degli Eco-Considerers (52%), genericamente preoccupati per l’ambiente non acquistano regolarmente prodotti green.

Il 37% delle famiglie fatica a tradurre l’impegno in azioni concrete

L’interesse di tre italiani su quattro per le tematiche ambientali rappresenta un riscontro senz’altro positivo, soprattutto se rapportato alla media globale (64%), ma i margini di miglioramento sono ancora ampi.
Lo dimostra il 37% delle famiglie fatica a tradurre l’impegno in azioni concrete a causa di problemi sociali e economici.

Inoltre, gli Eco-Actives sottolineano anche deficit prestazionali, mentre gli Eco-Dismissers, il cluster di chi abbandona comportamenti ecologici, considerano troppo impegnativa la ricerca di soluzioni eco-compatibili.
In ogni caso, è il riscaldamento globale il problema più sentito, con il 20% degli italiani che lo include tra le tre principali preoccupazioni ambientali, seguito dall’inquinamento dell’aria (11%), e il problemi relativi all’acqua, come lo spreco, l’inquinamento, la carenza (10%).

Come si trasforma il rapporto tra aziende e consumatori

In generale, due italiani su tre (67%) dimostrano sfiducia nei confronti dell’effettivo valore delle azioni a favore della sostenibilità dei brand, giudicati interessati esclusivamente ai profitti e impegnati solamente a parole.
Le abitudini di consumo si declinano in modo equilibrato a favore di una sostenibilità economica, sociale e ambientale. Gli italiani si indirizzano infatti verso prodotti locali (81%) e di aziende del territorio (79%), mentre grande rilievo viene attribuito al packaging, in particolare, se riciclabile (75%) o ricavato da materiale riciclato (74%).

Il veg non fa ancora breccia nel carrello della spesa

Inoltre, circa un italiano su quattro sarebbe disposto a premiare con la propria scelta chi dona parte della sua spesa in beneficenza (29%), protegge o promuove la biodiversità (26%), riduce gli sprechi nella supply chain (25%), garantisce certificazioni ufficiali (25%), fornisce suggerimenti per ridurre gli sprechi (25%).

Viceversa, la maggioranza relativa di consumatori non prende in considerazione alimenti totalmente vegani (44%) o sostitutivi di carne e latticini (22%), confermando come abitudini alimentari alternative a quelle tradizionali fatichino a fare breccia.
Quanto ai canali di vendita, secondo il 29% degli italiani i retailer favoriscono poco o per nulla uno stile di vita sostenibile.