ESG e AI: migliorano le performance, ma non sottovalutare i rischi 

Nonostante un impatto positivo e un evidente potenziale dell’Intelligenza artificiale nelle pratiche di sviluppo sostenibile, Kaspersky invita le aziende a non dimenticare i rischi associati all’introduzione di questa nuova tecnologia.

Sono sempre di più le organizzazioni che intraprendono cambiamenti a lungo termine per promuovere un futuro sostenibile. E sono sempre di più quelle che si affidano agli strumenti di AI per portare avanti le policy ESG, criteri orami fondamentali nelle decisioni di investimento e nelle operazioni di M&A. L’Intelligenza artificiale permette infatti di accrescere le competenze delle organizzazioni nel promuovere processi ambientali, sociali e di governance, nonché affrontare le sfide della sostenibilità per costruire un futuro sostenibile.

Affidare all’algoritmo la gestione ambientale e la riduzione degli sprechi

Di fatto, gli algoritmi di AI e machine learning possono contribuire a rafforzare l’impegno delle aziende in materia di gestione ambientale, perfezionando le strategie per affrontare in modo efficace i problemi di sostenibilità.

Le aziende possono, ad esempio, monitorare l’impiego e il consumo di energia grazie a modelli di AI, ottimizzando le impostazioni di utilizzo per ridurre le emissioni. Lo studio dell’Unione Europea sottolinea il potenziale di trasformazione di questo approccio, prevedendo un risparmio energetico fino al 15%.
Ma l’impiego di algoritmi di AI offre alle aziende una soluzione strategica anche per ridurre al minimo gli sprechi, grazie ai sensori e lo smistamento automatico dei rifiuti nelle fabbriche.

Il Machine learning al servizio degli HR

AI e ML possono aiutare le aziende a identificare le potenziali preoccupazioni ed esigenze dei dipendenti e suggerire i modi in cui le aziende possono aumentarne benessere e soddisfazione.
I sistemi basati sull’AI possono aiutare i professionisti delle risorse umane a mantenere gli stipendi in linea con gli standard di settore e di mercato, garantendone la competitività, analizzando al contempo le performance per prendere decisioni informate su aumenti e bonus basati sul merito.

Quanto ai fattori di governance i sistemi avanzati di AI scansionano autonomamente i database normativi e gli annunci ufficiali alla ricerca di aggiornamenti o modifiche. Un aspetto che potrebbe essere ricondotto anche alla governance dei dati, per identificare le anomalie e garantire una protezione continua dei dati dei clienti. 

AI: mantenere il controllo sui sistemi di apprendimento automatico 

Per garantire lo sviluppo e l’adozione sostenibile dell’AI nelle iniziative aziendali, è però necessario condurre regolarmente la valutazione dell’impatto sulla privacy, audit di sicurezza e pratiche di trasparenza per individuare eventuali rischi e vulnerabilità potenziali nella gestione dei dati.

È essenziale rispettare gli standard di settore nella fase di analisi della qualità dei modelli, oltre a garantire la disponibilità di metriche di qualità e mantenere il controllo sui dati e sui modelli sottostanti utilizzati per creare algoritmi di apprendimento automatico.

Password, come crearne una veramente efficace?

Le password fanno ormai parte della nostra vita quotidiana. Dalla posta elettronica all’home banking, dai siti di acquisti all’allarme di casa, tutta la nostra esistenza è appesa… a una parola. Ecco perchè è tanto importante sceglierla con attenzione. Questa è la ragione per cui esiste il “World Password Day”, una giornata dedicata a promuovere le migliori pratiche in ambito di sicurezza informatica. Le password sono il primo baluardo contro i cybercriminali, ed è quindi fondamentale assicurarsi che siano quanto più sicure possibile. 

Mai usare una password “universale” per tutti gli account

Un errore comune è usare la stessa password per tutti gli account, agevolando gli hacker nell’accesso ai nostri dati. Secondo un rapporto di Verizon sulle violazioni di dati, le password compromesse sono responsabili dell’81% delle violazioni legate alle attività criminali.

Le dieci regole della password efficace

Per scegliere passoword con la giusta consapevolezza, Veronica Pace, del marketing di Trend Micro Italia, ha condiviso 10 suggerimenti per creare password efficaci. I primi tre consigli sono: evita sequenze comuni di lettere e numeri, come “qwerty” o “12345”, facilmente indovinabili. Non usare la data di nascita, facilmente reperibile online. Combina lettere, numeri e simboli in password di almeno otto caratteri, più difficili da decifrare.

Lasciar fuori dalla password nomi e dati personali

Il quarto consiglio è di evitare di utilizzare il proprio nome come password, poichè alcuni siti potrebbero rilevarlo e impedirne l’uso. Allo stesso modo, non andrebbero impiegate nella password informazioni personali, perchè i cybercriminali potrebbero trovarle facilmente online. La sesta indicazione è di scegliere password non comuni, evitando combinazioni come “password” o “1234567890”.

L’unicità protegge: sì alla complessità 

Gli ultimi quattro suggerimenti sono estremamente pratici. Il settimo è di non riutilizzare le stesse password per più account, perché ogni password dovrebbe essere unica. L’ottavo consiglia di usare passphrase lunghe e complesse, combinando più parole con numeri e simboli, mentre il nono è di non cambiare solo un carattere ogni volta che si aggiorna la password, agevolando il “lavoro” dei criminali. Infine, l’ultima dritta è quella di utilizzare un generatore di password e un gestore di password, evitando pertanto di scrivere le “parole magiche” su carta o post-it. Seguire queste linee guida può aiutare a proteggere i nostri account e i nostri dati personali da possibili attacchi informatici.

Elettrodomestici, i consigli per risparmiare durante le pulizie di casa  

A breve ci sarà un cambio delle tariffe elettriche nel mercato tutelato. Non si conosce ancora a quanto ammonteranno le bollette ma, nell’attesa, meglio giocare di anticipo. A partire dalle pulizie di casa. A questo proposito,  Facile.it ha condotto un’analisi approfondita sui consumi dei principali elettrodomestici per la pulizia domestica. Non solo: oltre a evidenziarne i consumi, lo studio segnala anche utili misure per risparmiare.

Lavatrice: meglio a pieno carico 

Iniziando dall’elettrodomestico più comune, la lavatrice, si scopre che un lavaggio con un modello da 9 kg in classe energetica E costa circa 22 centesimi di euro in energia. Per ottimizzare il costo, è consigliabile fare lavaggi solo a pieno carico ed evitare temperature elevate, facendo attenzione anche alle tariffe biorarie.

Asciugatrice: utile, ma costosa 

Passando all’asciugatrice, si evidenzia che un modello da 9 kg in classe A++ può comportare una spesa annuale di oltre 150 euro se utilizzato quotidianamente. Centrifugare bene i capi prima dell’asciugatura e utilizzare l’elettrodomestico a pieno carico sono strategie utili per ridurre i costi.

Ferro da stiro: piccolo, ma energivoro  

Il ferro da stiro, spesso energivoro, può comportare una spesa annuale di circa 58 euro con un consumo medio di 2,2 kWh all’ora. Utilizzarlo quando si ha una quantità significativa di indumenti da stirare ed evitare di tenerlo collegato alla corrente quando non lo si usa sono pratiche consigliate per ridurre i costi.

Aspirapolvere: utilizzo efficiente

L’aspirapolvere, essenziale per le pulizie domestiche di tutti i giorni, può comportare una spesa annuale di circa 26 euro con un consumo medio di 1 kWh all’ora. Per risparmiare, le dritte sono quelle di eliminare i momenti in cui lo si lascia accesso senza usarlo, evitando anche il continuo alternarsi di spegnimento e riaccensione. E’ inoltre consigliabile usare la funzione Turbo solo quando necessario: sui tappeti, ad esempio, e non sui pavimenti. Attenzione poi al filtro; se pulito consente un gran risparmio.

Scopa a vapore: cura e manutenzione fanno la differenza

Infine, la scopa a vapore, utile per igienizzare i pavimenti, può comportare una spesa annuale di circa 40 euro con un consumo medio di 1,5 kWh all’ora. Effettuare regolare manutenzione e utilizzare acqua adeguata, priva di calare, sono pratiche fondamentali per mantenerne l’efficienza e ridurre i consumi. In sintesi, per ridurre i costi delle bollette può essere sufficiente adottare piccole strategie di risparmio energetico e prestare attenzione alla manutenzione degli elettrodomestici.

La nuova frontiera dei criminali informatici? I dispositivi mobili

Nel 2023, Kaspersky ha rilevato un significativo aumento degli attacchi ai dispositivi mobili. Questi reati hanno raggiunto il numero enorme di circa 33,8 milioni, con un incremento del 52% rispetto all’anno precedente. L’adware è risultato essere la minaccia più diffusa, e rappresenta il 40,8% di tutti gli attacchi rilevati. Durante il Mobile World Congress, Kaspersky ha presentato un’analisi approfondita delle minacce verso i device mobile, evidenziando la crescente diffusione dei rischi per la sicurezza.  

Aumenta l’adware, cala il numero di Trojan bancari

L’adware è stato identificato come il pericolo predominante: costituisce il 40,8% di tutte le minacce rilevate. Invece il numero di Trojan bancari è diminuito a 153.682, mentre gli attacchi che utilizzano i mobile banker sono rimasti relativamente stabili.

La minaccia nascosta nelle app

I criminali informatici distribuiscono queste minacce attraverso sia gli app store ufficiali sia quelli non ufficiali. Nel 2023, sono state osservate numerose applicazioni dannose su Google Play, tra cui false app di investimento che utilizzavano tattiche di social engineering per acquisire dati personali, soprattutto numeri di telefono e nomi completi, che venivano poi aggiunti ai database utilizzati per le frodi telefoniche. Le mod malevole di Whatsapp e Telegram, progettate per rubare i dati degli utenti, sono un altro vettore di attacco molto diffuso. 

La tempesta dopo la calma 

“L’incremento di attività malware e riskware per Android nel corso del 2023 segna un cambiamento preoccupante dopo un periodo di relativa calma. Raggiungendo, entro la fine dell’anno, livelli che ricordano quelli dell’inizio del 2021, questo aumento sottolinea la significativa minaccia che gli utenti devono affrontare” commenta Anton Kivva, Mobile Security Expert di Kaspersky. “È un forte avvertimento di quanto sia importante prestare sempre attenzione e di implementare misure di sicurezza per proteggersi dalle minacce informatiche in continua evoluzione”.

Come proteggersi dai pericoli 

Per proteggersi da tali minacce, Kaspersky consiglia di scaricare applicazioni solo dagli store ufficiali come Apple App Store, Google Play o Amazon Appstore. Le app di questi siti non sono sicure al 100% ma almeno vengono controllate dai responsabili dello store e c’è un sistema di filtraggio: non tutte le app riescono ad accedervi. Controllare le autorizzazioni delle app che si utilizzano e riflettere attentamente prima di autorizzare un’app, soprattutto quando si tratta di autorizzazioni ad alto livello di rischio come i servizi di accessibilità.

Installare una soluzione di sicurezza affidabile che permette di rilevare app e adware dannosi prima che inizino a causare problemi sui dispositivi. Aggiornare sempre il sistema operativo e le applicazioni importanti: molti problemi di sicurezza possono essere risolti installando versioni aggiornate del software.

Aria condizionata canalizzata: quando conviene installarla?

Avrai certamente sentito parlare dell’aria condizionata canalizzata e delle differenze rispetto il sistema con gli split tradizionali.

Questo sistema rappresenta a tutti gli effetti una soluzione di climatizzazione efficiente e versatile, capace di regalarci una temperatura omogenea in ogni ambiente di casa.

Chiaramente ci sono dei casi in cui un impianto di questo tipo è da preferire, ed altri in cui può andar bene anche il classico sistema con i monosplit. Vediamo di seguito quali.

Ampie metrature

L’impianto canalizzato si rivela particolarmente vantaggioso per case di grandi dimensioni o con una conformazione complessa. Lo stesso dicasi per negozi, uffici e attività commerciali di ogni tipo in cui vi sono superfici particolarmente ampie.

In questi casi, la canalizzazione permette di distribuire l’aria in modo uniforme in tutti gli ambienti, evitando l’installazione di multiple unità split ed offrendo un’estetica più pulita e minimalista.

Design e comfort

L’assenza di qualsaisi unità a vista fa in modo che l’aria condizionata canalizzata sia ideale per chi desidera avere un ambiente privo di ogni tipo diu ingombro e armonioso dal punto di vista del design.

Le bocchette di diffusione dell’aria vengono solitamente posizionate con discrezione nel soffitto o nelle pareti, e sono in grado di adattarsi ad ogni stile d’arredamento.

Inoltre, il sistema canalizzato offre un comfort superiore rispetto agli split, grazie alla distribuzione uniforme dell’aria e alla silenziosità del motore che viene posizionato in un locale tecnico.

Efficienza energetica

I moderni impianti consentono di realizzare sistemi di aria condizionata canalizzata ad alta efficienza energetica, e dunque in grado di ridurre i consumi oltre che l’impatto ambientale.

Inoltre, l’abbinamento a sistemi di controllo intelligenti (vedi tutte le opzioni che la domotica offre) permette di ottimizzare ulteriormente i consumi, regolando la temperatura in base alle esigenze e alle zone della casa effettivamente occupate nei vari momenti del giorno e della notte.

Riscaldamento e deumidificazione

Oltre al raffrescamento estivo, l’aria condizionata canalizzata può essere utilizzata per il riscaldamento invernale, una vera e propria pompa di calore.

Questo rappresenta un vantaggio sia in termini di efficienza energetica che di comfort, dato che in questa maniera è possibile gestire con un unico impianto sia il caldo che il freddo. In quessto caso ad esempio, non sarebbe più necessario far installare in casa i classici termosifoni in quanto sarebbe direttamente l’impianto canalizzato a provvedere a riscaldare gli ambienti quando si desidera.

Inoltre, l’impianto canalizzato può essere adoperato semplicemente in modalità deumidificatore, eliminando così l’umidità in eccesso dall’aria e creando un ambiente più salubre e confortevole soprattutto nelle giornate più afose.

Manutenzione e costi

Come ogni altra cosa, anche un impianto di aria condizionata canalizzata richiede una manutenzione periodica da parte di personale qualificato, che ne verifichi l’efficienza e la sicurezza.

Ci sono invece piccole operazioni di manutenzione che possono essere svolte in autonomia, come ad esempio la pulizia dei filtri.

Per quanto riguarda i costi di installazione possiamo dire che questi sono leggermente superiori rispetto a quelli di un sistema a split, ma possono essere ammortizzati nel tempo grazie al risparmio energetico e alla maggiore durata dell’impianto.

Valutazione preliminare

Prima di optare per l’aria condizionata canalizzata, ovviamente è fondamentale valutare la fattibilità dell’installazione.

L’impianto necessita infatti di controsoffitti o intercapedini per il passaggio delle canalizzazioni, che potrebbero non essere presenti in tutti gli edifici.

Inoltre, è importante considerare l’isolamento termico dell’abitazione, in quanto un edificio mal isolato potrebbe vanificare i benefici offerti da questo sistema di climatizzazione.

Possiamo dunque dire che l’aria condizionata canalizzata rappresenta una scelta davvero interessante per chi desidera un sistema di climatizzazione efficiente, versatile e dal design elegante.

La convenienza del farne installare uno dipende da diversi fattori, e tra questi il più importante sono le dimensioni dell’abitazione; una volta valutate quelle è possibile procedere con il passo seguente.

Come compilare il curriculum vitae perfetto? Tutti i consigli “giusti”

“Il curriculum vitae è un documento fondamentale per la ricerca di lavoro ed è la prima cosa che i selezionatori vedranno di te. È, quindi, importante che sia scritto in maniera incisiva, efficace e coerente con la posizione a cui si aspira”. Parola di Salvatore Caruso, Executive manager di JHunter.

Insieme ad Adnkronos/Labitalia, Caruso fornisce i consigli per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro. “Quando si è agli inizi della propria carriera – spiega -, una pagina può essere sufficiente e permetterà al nostro cv di essere più di impatto. Il linguaggio deve essere chiaro e conciso, e ovviamente bisogna prestare attenzione all’ortografia e alla grammatica”.
Insomma, un buon cv non dovrebbe superare due pagine, a meno di non vantare un’esperienza lavorativa molto lunga.

Scegliere il formato corretto

“Esistono – ricorda l’head hunter – tanti tipi di formati per creare un cv: non esiste un formato migliore, ma bisogna scegliere quello che ci permette di evidenziare le nostre competenze e qualità, e che sia coerente col tipo di ruolo per il quale ci candidiamo. La struttura del cv è importante per renderlo facile da leggere e comprendere”. Ma alcuni elementi devono essere sempre presenti in un curriculum.

Le informazioni personali, che riguardano la prima sezione del cv, devono essere concise e complete. A queste dovrebbe seguire una breve dichiarazione che riassuma gli obiettivi professionali.
“Se abbiamo già maturato esperienze lavorative devono essere riportate in ordine cronologico inverso, riportando il nome dell’azienda per cui abbiamo lavorato e il ruolo che abbiamo ricoperto”, puntualizza Caruso.

È utile far emergere alcuni tratti personali

Va poi presentato in maniera sintetica il percorso di studi, sempre in ordine cronologico inverso, evidenziando il titolo di studio conseguito, l’istituto e la data.

“Segue la sezione ‘Competenze’ – aggiunge Caruso -: qui è importante riportare le competenze, tecniche e soft, che fanno emergere come il nostro profilo professionale sia in linea con la posizione a cui si ambisce. Solitamente un cv si conclude con l’elenco delle attività extracurriculari e degli interessi. Non è una sezione fondamentale, ma può essere utile per far emergere alcuni tratti personali. La foto, invece, non è una scelta obbligata, ma inserire una foto sul cv può essere utile per completare una presentazione. In tal caso, preferire una foto in formato fototessera, che trasmetta serietà e professionalità”.

Anche l’AI seleziona il CV

Nella scrittura di un cv non è da sottovalutare, poi, l’impiego dell’Intelligenza artificiale da parte delle aziende per automatizzare i processi di selezione.

“Per fare in modo che il nostro cv possa essere efficace anche per i sistemi di AI è importante usare alcuni accorgimenti – continua Caruso -. Prima di tutto, bisogna usare un linguaggio semplice e diretto, in quanto i sistemi di AI faticano a comprendere il linguaggio complesso o figurato. Occorre poi inserire nel proprio cv le parole chiave specifiche, rilevanti per la posizione a cui ci si candida. È importante anche scrivere un cv di una lunghezza contenuta, in quanto i sistemi AI possono scansionare solo un numero limitato di parole”.

Il benessere in azienda nel 2024 è una priorità. Mai più stress e clima tossico 

Sono cinque le attività suggerite da Amajor per promuovere il benessere in azienda. La prima è mettere i valori al centro della strategia di sviluppo, anche con la creazione di spazi dedicati, come le ‘design thinking rooms’, che favoriscono l’interazione e il confronto positivo.
Organigrammi chiari e riunioni settimanali, invece, promuovono la diffusione pratica dei valori aziendali.

La seconda attività suggerita è creare un sistema che valuti il potenziale di ciascun collaboratore attraverso riunioni periodiche e trasparenti. Favorire momenti di ascolto e comprensione contribuisce al miglioramento della produttività e al benessere complessivo del personale.

La formazione come crescita personale

La terza attività riguarda l’utilizzo di un sistema di ascolto per creare piani di sviluppo condivisi. La formazione, vissuta come momento di crescita personale, diventa un catalizzatore per l’aumento dell’autostima e del benessere individuale.

La quarta verte poi sul coinvolgimento dei dipendenti nelle iniziative aziendali.
Favorire l’attiva partecipazione delle risorse attraverso la creazione di nuovi progetti e team misti rompe con le dinamiche consolidate, e permette alle persone di sentirsi parte integrante dell’azienda, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi.

Una visione con le persone al centro 

L’azienda deve poi attivarsi per promuovere una ‘cultura dell’errore’, ovvero rendere le risorse consapevoli che l’errore non è colpa, ma un’opportunità di apprendimento. Come? Incentivando i team a identificare e risolvere gli errori insieme, accelerando lo sviluppo e creando un senso più profondo di appartenenza e benessere.

La chiave per il successo nel 2024 sembra, quindi, essere una visione aziendale che mette le persone al primo posto, investendo nel loro benessere per favorire una crescita sostenibile e una maggiore produttività.

I regali di Natale non graditi? Subito in vendita su piattaforme di second hand

Mai come in questo periodo, è facile ritrovarsi a casa regali non graditi. Lo sanno bene gli italiani: in base a una ricerca condotta da Wallapop, quasi il 40% dei nostri connazionali non ama ricevere come regalo di Natale  oggetti di decorazione, pigiami e calze. Quindi dI fronte a tali doni indesiderati, circa il 25% degli italiani opterebbe per ri-incartare il cadeau e regalarlo a qualcun altro, mentre il 37% lo conserverebbe nonostante non ne faccia uso.

Ma c’è un’altra soluzione, preferita dal circa il 40% degli intervistati: mettere in vendita tali oggetti su piattaforme di second-hand come Wallapop. Questa strada è la più praticata tra gli adulti, ovvero coloro di età compresa tra i 25 e i 55 anni. 

Benefici per chi vende, acquista e pure per il Pianeta

Vendere su una piattaforma di second hand garantisce diversi vantaggi, non solo per chi vende ma anche per chi acquista, promuovendo un modello di consumo più responsabile.

Ad esempio, un regalo non gradito può essere il regalo perfetto per qualcun altro, e la vendita offre l’opportunità di acquistare autonomamente ciò che si desidera. Si promuove un’economia circolare virtuosa, con benefici anche per l’ambiente. Preferire piattaforme di second-hand contribuisce a un consumo più responsabile, allungando il ciclo di vita dei prodotti e riducendo il rischio di inutilizzo o smaltimento.

Boom di vendite nella terza settimana di gennaio 

La terza settimana di gennaio risulta essere il momento ideale per vendere doni poco apprezzati, con un aumento delle vendite del 28% rispetto al mese precedente. La vendita di oggetti quali occhiali da sole, profumi, lampade da tavolo e friggitrici ad aria è stata particolarmente significativa in questo periodo. La ricerca di Wallapop fa emergere anche altre evidenze.  Innanzitutto è stato calcolato che il guadagno potenziale può arrivare a toccare i 1.247 euro, una cifra niente male per chi vende.

Ancora, questo modus operandi contribuisce alla sostenibilità ambientale, prolungando la vita utile dei prodotti e riducendo gli sprechi. La ricerca ha infine rivelato che il 56% dei prodotti messi in vendita sulla piattaforma non avrebbe prolungato la propria vita utile in assenza di un canale di compravendita di second-hand.

I doni più apprezzati

“In questo periodo dell’anno, facciamo e riceviamo un gran numero di regali: dalla ricerca condotta in collaborazione con mUp sembra che i doni second-hand più apprezzati siano i libri (50%), seguiti da piccoli elettrodomestici (27%) e smartphone (22%)” commenta Chiara Mazza, Senior PR Specialist Italy di Wallapop.

RC auto e moto, truffati oltre 2 milioni di italiani 

In soli 12 mesi, oltre 2,3 milioni di italiani hanno subito truffe o tentativi nel settore assicurativo per le auto o moto, registrando un aumento del 300% rispetto all’anno precedente. L’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat ha rivelato questi dati allarmanti, che ammontano  un danno stimato di quasi 700 milioni di euro.
Andrea Ghizzoni, Mangani Director Insurance di Facile.it, ha attribuito questo deciso incremento alle tariffe in aumento per le polizze. I costi sempre maggiori della assicurazioni, infatti, avrebbero spinto gli automobilisti a cercare risparmi, a volte tramite metodi non sicuri.

I prezzi per la moto aumentati del 41,4%, quelli dell’auto del 31,5% 

Il premio medio pagato in Italia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 31,5%, raggiungendo i 610,87 euro, mentre per le due ruote è salito del 41,4%, arrivando a 572,97 euro.
Ghizzoni sottolinea che i truffatori sfruttano la volontà di risparmio degli italiani, ma invita a adottare accorgimenti per evitare frodi e beneficiare dei risparmi offerti da vari canali assicurativi.

Il danno medio per ogni truffato è di 287 euro

Nel contesto delle truffe Rc auto o moto, si evidenzia che il danno medio per ciascuna vittima è di circa 287 euro. Il web è risultato essere uno dei canali più utilizzati, con il 42% delle truffe o tentativi di truffa che hanno avuto inizio con una falsa email che rimanda a siti clone.
Altri mezzi comuni includono finto call center (23%), SMS (21%), porta a porta (20%), social network (9%) e App di messaggistica istantanea (8%).

Il 48% non denuncia la frode

L’indagine ha identificato che la categoria di età più colpita è tra i 25 e i 34 anni, con il 9,1% delle vittime, superando la media nazionale del 5,6%. Geograficamente, il Sud e le Isole hanno registrato il maggior numero di truffe (6,8%), seguiti dal Centro Italia (5,9%). I laureati sono risultati più vulnerabili, con il 7,8% delle vittime.

Preoccupante è il fatto che quasi la metà delle vittime (48%) decide di non denunciare la frode, un aumento rispetto all’anno precedente. Tra coloro che non denunciano, il 31,3% evita la segnalazione per paura che familiari o conoscenti lo sappiano, mentre il 27,1% si sente ingenuo. Solo il 16,7% decide di non denunciare perché ritiene di non poter recuperare le perdite.

Mobilità: se sostenibile muove l’innovazione delle città 

Generare nuove opportunità di business e favorire la circolazione di nuove idee e soluzioni innovative: è l’obiettivo di MCE 4×4 – Incroci e Transizioni, la rassegna promossa da Assolombarda e da Camera di commercio di Milano. Monza Brianza Lodi.
Giunta alla sua ottava edizione, l’iniziativa ha offerto alle imprese del settore mobilità una piattaforma di incontro e di confronto con le aziende ‘mature’.

La mobilità è un comparto in forte crescita, anche grazie alle soluzioni sostenibili proposte dalle imprese, e il 5,7% delle start-up innovative italiane, pari a 836 imprese, è attivo proprio nei settori legati alla mobilità.
È quanto emerge dal rapporto ‘Le start-up innovative in ambito mobilità’, l’analisi curata dal Centro Studi di Assolombarda presentata a Milano durante MCE 4×4.

Neo 2021 generati 140,6 milioni di euro

Le start-up legate alla mobilità sostenibile operano soprattutto nei settori automotive, servizi di delivery, logistica, mobilità elettrica e micro mobilità.

Tali start-up si distinguono dalle realtà che operano su altri mercati per due fattori significativi: un numero maggiore di brevetti depositati e software registrati (+3,8% rispetto al resto delle start-up), e una più spiccata prevalenza giovanile (+3,9%) tra gli amministratori e soci. 
Non solo. Nel 2021 hanno generato 140,6 milioni di euro di valore della produzione e 28,6 milioni di euro di valore aggiunto, occupando più di 1.300 dipendenti.

Il 27% delle start-up è in Lombardia

In termini di distribuzione territoriale, il 35% delle start-up della mobilità si concentra nel Nord-Ovest. In particolare, quasi il 27% è localizzato in Lombardia.

Inoltre, più della metà delle start-up ha sede in città metropolitane, di cui il 18% in quella di Milano.
Anche il valore totale della produzione è concentrato per oltre un terzo nel Nord-Ovest, in particolare, sempre in Lombardia (28%).

Mettere al centro un minore impatto sull’ambiente

“Il trasporto è responsabile per circa il 28% delle emissioni di gas serra e, dunque, rappresenta uno dei fattori più significativi su cui agire immediatamente – dichiara Gioia Ghezzi, vicepresidente Assolombarda con delega a Infrastrutture, Mobilità e Smart City -. Per questa ragione, anche in considerazione degli impegni assunti a livello internazionale in tema di sostenibilità, occorre mettere al centro un nuovo tipo di mobilità capace di esaltare soluzioni innovative con un impatto minore sull’ambiente”.

Inoltre, la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha individuato un segmento specifico di mobilità sostenibile, quello della bike economy. “Un ambito pilota di valorizzazione del territorio e delle filiere collegate al settore”, aggiunge Alvise Biffi, consigliere Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.