Transizione digitale, perchè in Italia è a rischio rallentamento? 

La trasformazione digitale delle imprese italiane è a rischio di rallentamento a causa della crescente difficoltà nel trovare personale qualificato. Secondo un’indagine condotta da Confartigianato, le aziende italiane hanno bisogno di circa 699mila lavoratori con competenze digitali avanzate, ma attualmente non riescono a coprire oltre la metà delle posizioni richieste (51,8%).

In particolare, mancano all’appello circa 362mila professionisti in grado di gestire tecnologie come l’intelligenza artificiale, il cloud computing, l’Internet of Things (IoT) industriale, la data analytics, i big data, la realtà virtuale e aumentata e la blockchain.

La rilevazione di Confartigianato

L’indagine di Confartigianato ha suscitato un notevole interesse mediatico. Il 21 agosto, i principali quotidiani nazionali, tra cui il Corriere della Sera, Il Giornale, Libero e Il Messaggero, hanno dedicato ampio spazio alla questione.

Anche numerosi portali di informazione, come IlSole24ore.com, hanno trattato l’argomento in modo approfondito. Sul fronte televisivo, diversi telegiornali hanno trasmesso servizi sulla carenza di personale qualificato, tra cui Tg5, Tgcom24, Tg1 e Tg2. Inoltre, il 22 agosto, il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha rilasciato un’intervista approfondita a Tgcom24.

Regioni e province in cui il personale manca di più 

Confartigianato ha stilato una classifica delle regioni e province italiane in cui la mancanza di personale con competenze digitali è più acuta. A livello regionale, il Trentino-Alto Adige è in cima alla lista, con il 65,8% delle posizioni vacanti, seguito da Friuli-Venezia Giulia (62,6%) e Umbria (60,3%). Anche regioni come Marche, Veneto ed Emilia-Romagna presentano percentuali di posti non coperti superiori alla media nazionale.

A livello provinciale, Bolzano risulta essere la provincia con la maggiore difficoltà nel trovare personale qualificato, con il 69,2% delle posizioni vacanti, seguita da Trieste, Terni e Udine. Altre province che affrontano sfide significative includono Lucca, Lodi, Gorizia e Trento.

Imprese, le strategie per trovare i talenti 

Per far fronte alla carenza di lavoratori qualificati, le imprese italiane stanno adottando diverse strategie. Secondo il rapporto di Confartigianato, il 32,6% dei piccoli imprenditori ha aumentato i salari, il 28,5% ha introdotto una maggiore flessibilità negli orari di lavoro e il 24,9% ha rafforzato la collaborazione con le scuole tecniche e professionali.
Questo è fondamentale, poiché il 72% dei lavoratori richiesti dalle piccole imprese necessita di un titolo tecnico secondario o di una laurea in discipline STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica).

Serve una politica per la formazione 

Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha sottolineato l’importanza di sviluppare una politica formativa efficace e di promuovere un dialogo più stretto tra scuola, istruzione professionale e imprese per colmare il gap di competenze digitali.