Il 78% dei giovani ha sentito parlare degli investimenti sostenibili, ma soltanto il 15% dichiara di conoscerli bene. Tra coloro che li conoscono, il 28% ha già investito in prodotti di questo tipo, tra chi invece non li ha ancora scelti, il 43% è propenso a farlo in futuro.
Inoltre, il 35% considera la sostenibilità un criterio di guida per le proprie scelte di consumo e di vita, mentre il 18% la interpreta come una sfida di lungo termine e il 17% come un principio da seguire nelle politiche collettive.
Emerge dalla ricerca “A prova di futuro: giovani, sostenibilità e investimenti. Tendenze e prospettive”, condotta dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con Doxa.
Forte propensione al risparmio
La maggioranza degli intervistati ha una chiara propensione al risparmio: il 70% evita di indebitarsi per spese rilevanti e il 63% preferisce accantonare denaro piuttosto che consumare nell’immediato. Circa l’80% riesce a risparmiare con regolarità, sebbene un terzo metta da parte soltanto una somma compresa tra il 10% e il 20% delle proprie entrate, e oltre un quarto meno del 10%.
Di fronte all’ipotesi di disporre di 1.000 euro da investire, l’87% sceglierebbe un prodotto di risparmio o investimento, in vista di progetti e obiettivi specifici (23%), spese impreviste (21%) o con l’obiettivo di ottenere rendimenti elevati (19%). Il 12% si orienterebbe verso investimenti a basso rischio per conservare il capitale o per garantirsi un rendimento e finanziando attività dall’impatto positivo su ambiente e persone.
Il ruolo dei genitori nelle decisioni
Il 52% preferisce cercare consigli per poi decidere in autonomia, il 43% si affida principalmente a persone di fiducia e solo il 5% dichiara di decidere sempre da solo. Le banche e i consulenti finanziari sono un riferimento centrale (54%), ma il ruolo dei genitori è molto forte (42%).
La maggior parte dei giovani riconosce che la finanza può rappresentare uno strumento utile per affrontare le sfide ambientali e sociali, seppur con alcune riserve.
Solo il 28% crede che abbia un impatto positivo reale, mentre il 39% pensa che possa funzionare solo se supportata da regole chiare e trasparenti. Permane però un certo scetticismo. Il 13% associa la finanza sostenibile a operazioni di facciata, come il greenwashing.
Fondi a impatto ambientale, titoli di Stato green, polizze vita ESG
Chi ha già investito in prodotti di finanza sostenibile ha privilegiato soluzioni che offrano risultati concreti, come fondi a impatto ambientale (32%), titoli di Stato green (27%), obbligazioni sostenibili (25%), polizze vita ESG (25%) e fondi sociali (25%).
Tra le caratteristiche più apprezzate, i rendimenti (62%) e la loro stabilità nel tempo (67%), oltre alla chiarezza degli obiettivi ambientali/sociali e i relativi risultati (68%).
In generale, chi ha già investito in prodotti sostenibili si dichiara soddisfatto. Il 98% li sceglierebbe nuovamente, il 60% sarebbe disposto a reinvestire somme simili a quelle già impiegate e il 19% potrebbe aumentare la quota allocata.