È vero che i cellulari ‘ascoltano’ le nostre conversazioni al fine di personalizzare gli annunci pubblicitari? Capita, infatti, di parlare al telefono di un argomento con qualcuno e poco dopo vedere apparire sui social annunci pubblicitari proprio su quel tema.
Ma cosa c’è dietro questo fenomeno?
“Ogni giorno, senza rendercene conto, condividiamo e consumiamo enormi quantità di dati online, e questo scambio tra dispositivi avviene costantemente in background – dichiara Cesare D’Angelo, General Manager Italy & Mediterranean di Kaspersky -. Tuttavia, prestiamo attenzione solo quando l’argomento è molto specifico o personale, come un viaggio in una destinazione insolita o un prodotto particolare. In questi casi, sembra che il nostro smartphone abbia ascoltato le nostre conversazioni, ma in realtà si tratta semplicemente di un sofisticato sistema di tracciamento e analisi delle nostre attività digitali”.
Come funziona il tracciamento delle abitudini online
Secondo Kaspersky, l’idea che i nostri smartphone ci ascoltino è dovuta a due fattori: il tracciamento delle abitudini online e lo scambio di informazioni tra dispositivi vicini.
Quando si naviga su Internet, ogni sito visitato, prodotto cercato, recensione scritta e contenuto preferito sui social, nonché la posizione registrata tramite il GPS del dispositivo, vengono tracciati. Queste informazioni consentono alle aziende di conoscere meglio i nostri interessi e le nostre preferenze, così da proporre suggerimenti personalizzati.
Ad esempio, se si cercano sentieri escursionistici, non sarà insolito vedere annunci pubblicitari di viaggi in destinazioni popolari per l’escursionismo, anche se non si è cercata specificamente quella destinazione.
Il proximity data sharing
Il motivo per cui i cellulari ascoltano le nostre conversazioni è la loro capacità di condividere preferenze tra dispositivi vicini.
Nota come ‘proximity data sharing’, questa funzione consente lo scambio di informazioni tra device sulle abitudini di acquisto, migliorando così la personalizzazione delle offerte online.
È importante notare che questi scambi di dati non sono associati a persone specifiche, ma al dispositivo o all’IP collegato, quindi, tecnicamente, ciò che viene condiviso sono metadati, che non consentono l’identificazione dell’utente.
Ma per evitare che le nostre preferenze possano essere tracciate e proteggere la nostra privacy, Kaspersky consiglia alcuni semplici passi.
I consigli per proteggere la privacy
Anzitutto controllare le autorizzazioni delle app, verificando quali hanno accesso ai dati sensibili e disattivando le funzionalità considerate invasive. Come, ad esempio, cronologia di navigazione o abitudini di consumo. Oppure, utilizzare la modalità in incognito, che permette di nascondere semplicemente la cronologia di navigazione e non memorizzare le informazioni sulle pagine visitate, i cookie, le password e così via.
Bloccare i web tracker utilizzando programmi ed estensioni speciali che impediscono il tracciamento delle attività online, anche sui social, e forniscono un elenco di tutti i tracker bloccati per impostazione predefinita.
E per chi si connette a reti Wi-Fi pubbliche o poco sicure, usare una VPN affidabile protegge i dati personali da occhi indiscreti, riducendo significativamente i rischi di essere tracciati.