Medici e operatori sanitari “contagiati” dalla cattiva reputazione online

Una sorta di ‘virus’ invisibile che a insaputa di medici e operatori sanitari ne compromette potenzialmente l’attività. Si tratta della reputazione professionale online, che a quanto pare danneggia addirittura 9 medici su 10. Si tratta di un meccanismo alla base delle stesse dinamiche che regolano il web. Internet infatti non è che “un’enorme mole di informazioni immagazzinate su un determinato professionista, nutrite da recensioni degli utenti, da acquisizione di registri pubblici e dati inseriti in maniera più o meno consapevole dai medici stessi”, spiegano i legali Consulcesi, l’azienda di riferimento in ambito legale e formativo per i professionisti sanitari.

Durante la pandemia sono aumentate le recensioni negative

Di fatto, affermano i legali, Internet comunica, ma non cancella. Ecco perché, molto spesso, le informazioni vengono diffuse senza prima essere verificate. Questo meccanismo si è rilevato ancor più durante la pandemia, con molti medici che si sono trovati ad avere a che fare con una mole di recensioni negative sul web. In alcuni casi, riportano i legali Consulcesi, molti professionisti della sanità hanno visto addirittura apparire il proprio nome tra le notizie relative a una causa legale in corso, notizie pubblicate dalla stampa prima della sentenza, e mai rimosse, anche a fronte di una assoluzione.

Il diritto a ottenere la deindicizzazione o la cancellazione di un link

È proprio in virtù della difficoltà di mantenere un equilibrio tra privacy e diritto all’informazione che Consulcesi ha istituito il servizio legale “diritto all’oblio” per la rimozione di contenuti critici, falsi o scorretti che possano compromettere la professionalità dei camici bianchi. Ma cos’è il diritto all’oblio? Si tratta del diritto di una persona fisica, e non giuridica, a ottenere la deindicizzazione o la cancellazione di un link relativo alla notizia che la riguarda quando questa non riveste più interesse pubblico, soprattutto a causa del trascorrere del tempo. I dati personali possono essere infatti trattati solo per il tempo necessario a soddisfare lo scopo per il quale sono stati raccolti.

Il diritto all’oblio deve essere bilanciato con il diritto all’informazione

Più in particolare, il diritto all’oblio è previsto dall’articolo 17 del Regolamento UE 679/2016 (Gdpr) e nasce come evoluzione del principio sancito dalla sentenza della Corte di Giustizia europea del 13 maggio 2014. Non è un diritto assoluto, ma deve essere bilanciato con altri interessi in gioco, in particolare con il diritto all’informazione. Dopo un’analisi gratuita dei contenuti, e una attenta valutazione legale, scrive Askanews, il team di esperti elimina le notizie false, i commenti ingiuriosi, le informazioni lesive per l’immagine e i dati trattati illecitamente secondo la normativa vigente e il diritto all’oblio riconosciuto dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea.

Arredi e complementi artigianali

Bau Design è specializzata nella produzione di arredi luxury e creativi, e propone una ampia gamma di arredi e complementi in grado di valorizzare con eleganza e ricercatezza ogni ambiente di casa.

Artigianato creativo e moderno

Parliamo dunque di autentici prodotti d’artigianato come ad esempio splendidi tavoli,  mobili quadro,  specchiere,  sedute e lampade. Il risultato è un assortimento veramente vasto di splendidi oggetti che si adattano perfettamente al tipo di contesto nel quale vengono inseriti,  valorizzandolo al meglio ed esaltando anche gli arredi presenti nelle vicinanze.

Gli artigiani di Bau Design sono sempre lieti di ascoltare i clienti e le loro necessità di arredo,  fieri del fatto che i propri arredi diventino spesso delle vere e proprie opere artigianali in grado di catturare gli sguardi dei visitatori e stupirli piacevolmente.

Se stai pensando dunque di impreziosire un ambiente di casa con un arredo luxury o complemento realmente in grado di testimoniare tutta l’artigianalità e la manualità di chi lo ha creato,  gli arredi Bau Design fanno al caso tuo.

Una soluzione per ogni ambiente di casa

Sia che tu abbia bisogno di un complemento per valorizzare la zona living  (è questo il caso delle bellissime specchiere o sedute ad esempio),  sia che tu abbia bisogno di un complemento particolare da inserire nella zona notte o in cucina,  qui potrai trovare ciò di cui hai bisogno e stupire i visitatori con degli arredi di lusso finemente decorati e destinati per questo a durare nel tempo.

Chiunque osserverà questi bellissimi oggetti in casa tua avrà immediatamente la percezione di trovarsi principalmente davanti un’opera d’arte, più che di un elemento d’arredo. L’aspetto relativo al prestigio è dunque non in secondo piano rispetto a quello prettamente funzionale, ma viaggiano insieme e si intrecciano perfettamente per dare vita a delle creazioni apprezzate ed esportate in tutto il mondo.

Le imprese che navigano Controvento resistono alla crisi

Realizzare performance di rilievo, anche mentre il Paese è in fase di decrescita. Quindi, non solo continuare a navigare, ma farlo Controvento. È quello che fanno un ristretto gruppo di aziende del settore manifatturiero, 4.656 per la precisione, protagoniste della ricerca Controvento, condotta da Nomisma in collaborazione con CRIF, con lo scopo di individuare le imprese italiane che sanno rispondere in maniera particolarmente efficace alle crescenti sfide competitive. Ma quali sono le caratteristiche del gruppo di imprese che saranno in grado di resistere alla crisi? Nomisma ha delineato l’identikit delle imprese italiane Controvento.

Un’analisi per indagare la realtà manifatturiera dell’Italia

Per elaborare i dati di Controvento sono stati esaminati i bilanci di 70.971 società di capitali rappresentative della dimensione e della conformazione manifatturiera del Paese, i cui stringenti criteri di performance prendono in esame ricavi, EBITDA e valore aggiunto. Per rientrare tra le imprese Controvento viene richiesta una performance pari o superiore alla media manifatturiera italiana. 

I criteri sono stati impostati per evitare l’inclusione di imprese che hanno registrato un rimbalzo delle attività nel 2019 a seguito di una flessione nel 2018: le variazioni di periodo sono state realizzate considerando l’andamento medio registrato nei quattro esercizi di bilancio precedenti. 

Le caratteristiche delle imprese Controvento

Le 4.656 imprese “controvento” rappresentano il 6,6% del totale delle imprese manifatturiere considerate nell’analisi, e generano il 7,9% di ricavi (pari a 60,9 miliardi di euro), il 12,9% di valore aggiunto (20,7 miliardi di euro), il 20,7% dell’EBITDA complessivo (13,6 miliardi di euro). In termini di crescita, dal 2014 queste aziende hanno visto aumentare i ricavi del 71,4%, mentre l’EBITDA in termini assoluti ha totalizzato una performance pari al +158% contro il +18% delle realtà “non controvento”. 

Da questi parametri lo studio evidenzia come fino al 2017 la distanza tra i due gruppi sia rimasta costante per poi intensificarsi proprio quando il Paese ha rallentato.

Dimensione, localizzazione geografica, e settori merceologici

Le imprese Controvento sono maggiormente concentrate nelle classi intermedie: si tratta di aziende di medie dimensioni con 50-249 addetti o piccole imprese con 10-49 addetti. Quanto a localizzazione geografica, sono maggiormente concentrate nell’Italia centro settentrionale, e le regioni più competitive nella logica comparativa di Controvento sono localizzate nel Nord-Est: Trentino-Alto Adige, Veneto ed Emilia-Romagna. Anche a livello settoriale si possono individuare alcuni comparti che accelerano la propria rilevanza tra le imprese Controvento.

Tra questi, il settore che vede maggiormente aumentare la propria quota per numero di imprese è la Farmaceutica, mentre considerando i ricavi è il Packaging a posizionarsi al primo posto.

Il 93% degli utenti acquista in base alle recensioni online

La sempre maggiore diffusione dei servizi di acquisto online, e il conseguente proliferare delle opinioni dei clienti, hanno fatto in modo che prima di acquistare un prodotto o servizio i potenziali acquirenti lo vogliano conoscere. Tanto che più del 90% degli utenti basa le proprie decisioni di acquisto proprio sulle recensioni online di prodotti o servizi. La conferma arriva dalle indagini condotte dal Centro Studi ReputationUP, gruppo internazionale con uffici in Europa, Nord e Sud America, specializzato nell’Online Reputation Management e Diritto all’Oblio. In base allo studio, considerando che il 93% dei consumatori basa le proprie scelte di acquisto sulle recensioni online, è di vitale importanza che le aziende imparino a evitare eventuali recensioni negative.

Come evitare le recensioni negative

Una cattiva recensione, falsa o negativa che sia, può però anche essere un’opportunità da sfruttare per far conoscere il proprio brand. Per questo, prima di eliminarla, è bene aprire un canale di comunicazione con il cliente. È fondamentale però proteggere la propria reputazione digitale, anche attraverso la gestione delle recensioni. E uno dei servizi di ReputationUP è infatti proprio quello di eliminare le recensioni e proteggere in caso di una possibile diffamazione online.

“Il successo o l’insuccesso di un’azienda è sempre dipeso dalle opinioni e dai giudizi che i suoi clienti esprimono in merito a un prodotto o servizio”, commenta Andrea Baggio, ceo Europa di ReputationUP.

La diffamazione online

Tuttavia, le recensioni negative possono sfociare nella diffamazione online. Si tratta di un vero e proprio reato, imputabile sia nel caso di recensioni false sia in quello di recensioni negative.

“Nel caso di un attacco reputazionale, ReputationUP offre servizi di protezione, con studi e ricerche periodiche che consentano di agire in maniera immediata sull’eliminazione e gestione del contenuto falso e negativo presente in rete”, aggiunge Juan Ricardo Palacio, ceo America di ReputationUP. Questi servizi si utilizzano soprattutto per contrastare i cosiddetti trolls, che scrivono opinioni con l’obiettivo di manipolare il mercato, in negativo oppure in positivo.

Danneggiare i competitor

Una ricerca della BBC ha smascherato il sistema delle recensioni negative su Amazon, affermando che “Il mercato di Amazon è preso d’assalto da venditori indipendenti che usano recensioni di una stella per danneggiare i loro competitor”.

In ogni caso, la migliore soluzione per contrastare le recensioni negative, e acquisire maggiori informazioni sull’immagine di un brand, è rivolgersi a professionisti, che possono aiutare a migliorare la reputazione online, si legge su ItaliaChiamaItalia.it.

Lavoro, nel trimestre marzo-maggio 2021 previste 923mila assunzioni

Il mercato del lavoro dovrebbe ripartire con rinnovato slancio, stando alle stime, già dal mese di marzo 2021. Confidando sull’efficacia dei vaccini e sulla voglia di rimettersi in moto, le imprese italiane investono nelle assunzioni di nuovo personale. Sono infatti 292mila i contratti di lavoro previsti dalle imprese per marzo 2021 e 923mila per il trimestre marzo-maggio. Sono 59mila in più rispetto a marzo dello scorso anno ma ancora 88mila in meno rispetto a marzo del 2019, quando l’economia non era ancora stata investita dalla pandemia da Covid-19. Lo rivela il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. Certo, l’andamento non è omogeneo per tutti i settori: da un lato c’è il calo della  domanda di lavoro rispetto al 2019 soprattutto per i settori del terziario (-79mila) e in particolare per la filiera del turismo (-50mila entrate programmate). Dall’altro, ci sono comparti che evidenziano segni positivi, come le costruzioni e l’Ict che – nelle previsioni – superano il livello delle assunzioni rilevato a marzo 2020 e 2019.

Bene soprattutto i comparti che lavorano con l’estero

In particolare, registrano la maggiore domanda di nuova forza lavoro i settori industriali e manifatturieri che possono vantare prospettive positive per la domanda estera, soprattutto da Cina, Stati Uniti e Germania: è il caso di metallurgia e prodotti in metallo (+6.800 le entrate programmate rispetto a marzo 2020), meccatronica (+4.800), moda (+3.000) e farmaceutica e biomedicale (+2.000). Resta però alta la difficoltà da parte delle imprese di reperire le figure giuste (32%), in particolare nella ricerca di profili per le aree aziendali Sistemi informativi (58,7%), Progettazione e R&S (48,3%) e Installazione e manutenzione (44,1%).

I profili più ricercati

Dal Borsino Excelsior delle professioni di marzo 2021 i profili più ricercati riguardano gli operai specializzati (59mila) seguiti da conduttori di impianti e operai di macchinari fissi e mobili (47mila). Nel confronto con lo stesso mese del 2020 e 2019 cresce la domanda soprattutto per le professioni a più elevata specializzazione (22mila). Sono le microimprese (1-9 dipendenti) a registrare la maggiore flessione nei programmi di assunzione rispetto al 2019 (-37mila entrate), mentre le grandi imprese (oltre 250 dipendenti) si attestano su livelli molto vicini a quelli pre-Covid (-2mila entrate).

Meglio il Nord del Sud

La ripresa del mercato del lavoro sembra essere decisamente più veloce nelle regioni del Nord Ovest (con la Lombardia in testa) e del Nord Est rispetto a quelle del Sud. Il Mezzogiorno, infatti, paga lo scotto della profonda crisi che ha investito il settore del turismo e le regioni del Sud segnano una flessione delle entrate sia rispetto a marzo 2019 sia a marzo 2020 (rispettivamente -28,2% e -1,7%).

Creare l’atmosfera nel tuo giardino

Esistono diverse cose che puoi fare per rendere il tuo giardino uno spazio ancora più bello da vivere, giorno dopo giorno. Molte di queste sono realizzabili in poco tempo e non richiedono particolari competenze da parte tua. Vediamone insieme qualcuna.

L’illuminazione

Potresti non averci mai pensato, ma avere una illuminazione adeguata in giardino ti consentirebbe di poter trascorrere più tempo in questo ambiente così bello anche di sera, soprattutto in estate. Esistono tantissimi modelli di luci (anche a led) che possono aiutarti ad illuminare a dovere il tuo giardino mantenendo bassi i consumi.

Un giardino infatti, non va goduto solo durante le ore in cui c’è la luce naturale del sole, ma anche nel momento in cui giunge la sera. Ecco perché è necessaria un’adeguata illuminazione, chiaramente evitando spese inutili. Nulla infatti è più bello di una cena in giardino in estate, dato che qui la temperatura è sicuramente più fresca rispetto il resto della casa.

Considera che non avrai bisogno di una unica fonte principale di luce ma anche di illuminazione accessoria per evitare che possano formarsi dei punti ciechi. Quello dell’illuminazione è uno dei più importanti aspetti nell’ambito della progettazione giardini, in quanto è bene portare i punti luce laddove servono per tempo.

Il sistema di irrigazione

Così come per la luce, anche il sistema di irrigazione va definito in anticipo: bisogna installare l’impianto (meglio se automatizzato) che sia commisurato alle esigenze del prato o delle specie che avrai deciso di piantumare. Esistono sistemi di irrigazione a goccia o a pioggia, e dunque perfettamente in grado di adattarsi ad ogni tipo di necessità, e soluzioni funzionali per ogni giardino o spazio verde.

Le personalizzazioni

Per rendere il tuo giardino una vera espressione della tua personalità e del modo in cui intendi vivere questo spazio, non possono mancare alcuni elementi che ti consentono di personalizzarlo. Dai complementi d’arredo ai giochi d’acqua, passando per le casette, la scelta è davvero ampia e basta dare spazio alla fantasia per individuare quelle soluzioni in grado di stupire gli amici.

Per reagire alla crisi più coraggio su ambiente e digitale. Lo dicono i manager

Come dovranno essere investite le risorse del Next generation Eu? Soprattutto per sostenere la transizione digitale ed ecologica del Paese. È questa l’istanza dei manager italiani, intervistati dalla survey dell’Osservatorio 4.Manager sul tema della sostenibilità competitiva presentata in occasione del web talk Il valore della sostenibilità. Impatti strategici e strumenti operativi per imprese e manager, organizzato da Federmanager in collaborazione con 4.Manager ed Esgr. Dall’indagine, rivolta a 954 manager iscritti a Federmanager, emerge infatti un significativo aumento dell’urgenza attribuita al tema della crescita economica, ritenuto urgente dal 58,7% del campione intervistato, con +19,8% di importanza data dai manager.

Sostenibilità ambientale ed energetica, un pilastro delle prospettive di sviluppo

Le prime tre priorità indicate dai manager riguardano infatti la digitalizzazione avanzata della Pa e dei servizi (74,6%), l’adattamento dei sistemi educativi per supportare le competenze digitali (53,0%) e la diffusione in tutte le regioni italiane di fibra e 5G per imprese, famiglie e Pa (47,1%, che sale al 52,9% per gli intervistati che lavorano nelle Pmi). Dalla rilevazione emerge inoltre un significativo 43% di manager che pensa agli incentivi per efficienza energetica ed energie rinnovabili come priorità di investimento, a testimonianza di quanto la sostenibilità ambientale ed energetica sia ormai consolidata come pilastro delle prospettive di sviluppo.

Nella partita del Next generation Eu sono i governi nazionali gli attori principali

Per due manager su tre poi non adeguarsi ai paradigmi della sostenibilità comporta “minori spazi di mercato” (67,1%), ma anche “forti limitazioni operative a causa di normative sempre più rigorose” (66,5%), e per un 40,1% “minore accesso ai finanziamenti”. Nella partita del Next generation Eu, per il 64,1% del campione sono i governi nazionali gli attori principali, in grado di incidere sulle scelte decisive per una sostenibilità competitiva, ancor più delle istituzioni europee, che si piazzano sul secondo gradino del podio con il 60,8%.

Porre le basi per una rinascita competitiva innovando i processi industriali

“Con il 37% delle risorse europee vincolate a investimenti e riforme in tema di ambiente, abbiamo la possibilità di diventare leader globali innovando i processi industriali – commenta Stefano Cuzzilla, presidente nazionale Federmanager e presidente 4.Manager -. Con nuove fonti di approvvigionamento come l’idrogeno pulito, con l’economia circolare che trasforma lo scarto industriale in una risorsa, con l’attenzione verso la filiera produttiva e le comunità energetiche, possiamo porre le basi per una rinascita competitiva del nostro sistema, mettendo in sicurezza il futuro delle nuove generazioni”.

La pandemia costa a ogni italiano 5.420 euro

Quanto è costata la pandemia agli italiani? Nel 2020 è costata mediamente 5.420 euro a testa, di cui 2.371 euro di minore Pil pro capite e i restanti 3.049 euro di incremento di debito. A rispondere è lo studio Il debito pubblico italiano e il Covid-19, realizzato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti, che ha misurato l’impatto dell’emergenza sull’economia italiana mettendola a confronto con quella dei Paesi del G20. Nell’analisi, condotta a partire dai più recenti dati del Fondo Monetario Internazionale, emerge infatti come il crollo del Pil reale per l’Italia, stimato per il 2020 al -9,2%, (-8,9% secondo gli ultimi dati Istat) sia il peggiore calo dopo l’Argentina (-10,4%) e il Regno Unito (-10%), mentre, a causa di un rimbalzo troppo corto nel 2021, l’Italia presenterebbe il calo del Pil maggiore nel biennio 2020-2021 (-6,5%).

Spesa pubblica aggiuntiva e sgravi fiscali raggiungono il 6,8% del Pil

Nel 2020, la spesa pubblica aggiuntiva e gli sgravi fiscali per far fronte alla pandemia hanno raggiunto il 6,8% del Pil, collocando l’Italia al nono posto nel G20. In termini pro-capite il sostegno statale è stato pari a 1.858 euro, molto meno che in Germania (4.414 euro), in Francia (2.677 euro), negli Stati Uniti (9.311 euro) o nel Regno Unito (5.752 euro). Considerando che nel 2020 la perdita media per ogni italiano del Pil è pari a 2.371 euro, il sostegno statale di 1.858 euro non è stato sufficiente a coprirla, generando una perdita di 513 euro pro-capite, mentre per la Francia il risultato è stato di -120 euro e per la Germania di +1.841 euro.

Debito pubblico pro-capite: nel 2020 arrivato a 3.049 euro

Per quanto riguarda il debito pubblico, l’anno scorso nel nostro Paese aumenta di 3.049 euro in termini pro-capite. Nel 2021 aumenta di altri 2.372 euro a testa, e nel biennio cresce in totale di 5.421 euro. Per effetto della pandemia, il debito pubblico italiano a livello pro-capite, e cioè per ogni italiano in media, passa quindi da 39.864 euro del 2019 a 42.913 euro del 2020. Nel G20 si colloca al terzo posto insieme al Canada e dopo Stati Uniti e Giappone e nel 2021 arriva a 45.285 euro, riporta Askanews.

Come evitare shock pericolosi per l’economia del Paese

“Le analisi e i dati presentati nella ricerca mettono in luce significativi profili di rischio per l’economia italiana – commenta Massimo Miani, presidente Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti -. È necessario promuovere politiche fiscali espansive maggiormente coerenti con la situazione di estrema difficoltà delle imprese e delle famiglie italiane e nello stesso tempo impiegare al meglio le risorse del Recovery Fund. Ma occorre anche ridiscutere, a livello europeo, le regole fiscali che governano la finanza pubblica – aggiunge Miani -. È assolutamente imprescindibile riconsiderare la sostenibilità del debito pubblico italiano alla luce delle mutate condizioni economiche post-pandemiche. Solo così si eviteranno shock pericolosi per l’economia del Paese che colpirebbero in modo sensibile la ricchezza degli italiani”.

Il 45% delle persone nel mondo vuole dimagrire

Il 45% delle persone in tutto il mondo attualmente sta cercando di perdere peso. Si tratta di una cifra che aumenta a due terzi (60%) in Cile e di oltre il 50% in Spagna, Perù, Arabia Saudita, Singapore e Stati Uniti. Ma quali sono le azioni e gli interventi principali da intraprendere per perdere peso secondo i cittadini del pianeta Prima di tutto, l’esercizio fisico, indicato a livello globale dal 52% come rimedio principale. E in Italia? Soltanto il 34% dei cittadini lo indica al primo posto. Si tratta di alcune evidenze rilevate da un sondaggio globale di Ipsos condotto in 30 Paesi per comprendere quali sono gli interventi ritenuti maggiormente rilevanti per la perdita di peso, gli alimenti da ridurre o eliminare, e il ruolo di aziende e Governi.

Azioni e interventi per la perdita di peso

Oltre all’esercizio fisico, gli intervistati indicano la dieta (44% a livello globale), che in Malesia sale al 63% e in Italia si abbassa al 37%. Poi l’alimentazione sana (52%), opinione maggiormente condivisa nei Paesi Bassi (70%), in Messico (68%) e in Cile (67%), mentre in Italia la percentuale è in linea con la media globale (53%). Segue il consumo di bevande zuccherate (38%, Italia 30%), e il consumo di alcool (15%), opinione che aumenta in Russia (26%), Gran Bretagna e Corea del Sud (25%), e Sud Africa (24%), mentre in Italia la percentuale è pari al 16%.

Quali cibi e bevande ridurre?

A livello globale, e anche italiano, è lo zucchero l’alimento nemico numero 1 della linea (62%), opinione che sale a oltre il 70% in Ungheria, Malesia, Polonia, Russia, Turchia e Sud Africa. Ridurre le calorie è considerata dal 41% delle persone un ulteriore strategia per la perdita di peso, un po’ meno in Italia (32%), seguita dall’eliminare i carboidrati (39%, Italia 49%), i grassi saturi (28% anche in Italia), e quelli insaturi (5%, 4% in Italia). Nella lista compare poi la carne, che a livello globale viene indicata da soltanto il 7% della popolazione e dal 6% degli italiani. 

Il ruolo di aziende e Governi

La convenienza economica degli alimenti salutari, sia a livello globale sia in Italia, viene indicata come fattore principale nel perdere peso dal 42% delle persone che sta cercando di dimagrire. A questa seguono la disponibilità di aree verdi e strutture pubbliche per poter svolgere attività fisica (22% anche in Italia), e l’accesso più facile a cibi salutari (17%), percentuale che aumenta a circa un terzo della popolazione in Argentina (36%) e Cile (30%), ma che in Italia diminuisce all’11%. 

Un’etichettatura degli alimenti più chiara, poi, è considerata un’iniziativa che può aiutare nella perdita di peso per il 13% delle persone a livello globale, e che aumenta al 23% in Germania.

L’anno del Covid visto da Facebook

Nell’Year in Review, la rassegna di avvenimenti, persone e temi che più di altri hanno mobilitato il mondo social il 2020 sarà ricordato per sempre come l’anno del Covid 19. E i social di questo ricordo sono stati un amplificatore. Così, tra l’affermarsi di nuovi modi di comunicare e lavorare si è assistito a un raddoppio dei flussi di chiamate durante il primo lockdown, attraverso le piattaforme di messaggistica come messenger e whatsapp. Solo ad aprile, poi, oltre 3 milioni di italiani hanno preso parte su Facebook a gruppi locali impegnati a offrire supporto durante l’emergenza.

Gli hashtag della solidarietà

Dai video dei mezzi dell’esercito che trasportavano le bare delle vittime di Coronavirus a Bergamo alle immagini spaesanti di Papa Francesco nella piazza deserta di San Pietro dello scorso 27 marzo, la fotografia scattata da Facebook di questo 2020 è il riflesso delle nostre vite cambiate dalla pandemia. L’hashtag Andrà tutto bene ha unito oltre 4 milioni di persone in tutto il mondo per dare sostegno all’Italia, soprattutto all’inizio della pandemia, seguito da espressioni come Io resto a casa e Musica che unisce, la maratona musicale che ha mobilitato molti artisti per la raccolta fondi a sostegno della Protezione Civile.

Una piazza virtuale per ricordare i nomi dei grandi che ci hanno lasciato

Il bisogno di sentirsi parte di una comunità, nonostante la necessità del distanziamento fisico, hanno animato gruppi di ogni natura come quello Uniti contro il virus, nato per permettere alle persone di confrontarsi e scambiare idee e i flash mob Italy applaudiamo l’Italia. Nell’anno della pandemia, Facebook è stata anche la piazza per ricordare i nomi delle grandi personalità che ci hanno lasciato da Ennio Morricone a Ezio Bosso, da Jarabe de Palo a Kobe Bryant passando per Luis Sepulveda e Kim Ki-duk, riporta Askanews.

Gli eventi e i live streaming sui social

All’emergenza sanitaria è legato, in qualche modo, uno degli eventi più discussi su Facebook come il concerto di Andrea Bocelli in una piazza del Duomo deserta a Milano nella domenica di Pasqua. Ma ha trovato spazio anche il movimento Black Lives Matter che, nelle tre settimane successive alla morte di George Floyd, ha visto triplicare le conversazioni su questo topic in tutto il mondo, con una media di 7,5 milioni di menzioni su Facebook ogni giorno. In Italia, il tema è stato altrettanto sentito e proprio sulla piattaforma sono nate alcune manifestazioni come I can’t breathe protesta pacifica a Roma. Le restrizioni imposte dalla Covid 19, infine, hanno fatto schizzare come non mai anche la partecipazione, nel corso della settimana festiva di Pasqua, ai live streaming dalle pagine spirituali.