Italia regina di appeal turistico: è prima nell’European Tourism Reputation Index

L’Italia conquista la vetta della classifica generale della reputazione turistica europea, secondo l’European Tourism Reputation Index (ETR Index) di Demoskopika. Questo studio, integrato nella consueta analisi della reputazione dei sistemi turistici regionali italiani, confronta le principali destinazioni turistiche europee, tra cui Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Svezia, Grecia e Portogallo. Nel 2023, l’Italia primeggia in tre indicatori su cinque, dimostrando la sua eccellenza nella ricerca della destinazione, popolarità e fiducia secondo Tripadvisor.

Il trionfo del Trentino-Alto Adige 

Nel contesto dei sistemi turistici regionali italiani, il Trentino-Alto Adige mantiene saldamente la prima posizione nel Regional Tourism Reputation Index per il settimo anno consecutivo. Con 112,1 punti, la regione si conferma imbattibile grazie alla sua visibilità sui portali turistici istituzionali e al social appeal tra gli stakeholder.

La Sicilia, con un significativo salto di cinque posizioni rispetto all’anno precedente, si posiziona al secondo posto nel medagliere complessivo, superando la Toscana. Il sistema siciliano eccelle sia come destinazione turistica ricercata che come popolare online, secondo i comportamenti dei consumatori.
Il Veneto si piazza al terzo posto con 102,8 punti, grazie a risultati significativi in vari indicatori, tra cui la fiducia dei turisti, la visibilità sui canali social e la valutazione dell’offerta ricettiva.

Infine, la Basilicata si aggiudica il primato del sistema ricettivo “più apprezzato” d’Italia, con 112,9 punti, basato sulle valutazioni positive dei turisti su oltre 4 mila strutture analizzate.

Italia, Spagna e Germania sul podio 

L’Italia si conferma leader con 109,1 punti nell’European Tourism Reputation Index, seguita dalla Spagna (105,3 punti) e dalla Germania (101,6 punti). Tuttavia, l’Italia si colloca al quinto posto nella classifica parziale del Rating Social Reputation, evidenziando uno sfruttamento meno efficace dei canali istituzionali rispetto a concorrenti come Spagna, Portogallo, Grecia e Germania.

La Spagna si distingue come la destinazione “più social d’Europa” e si posiziona al secondo posto per la fiducia dei turisti, con 31,7 milioni di recensioni su Tripadvisor nei 12 mesi del 2023.
La Germania ottiene il terzo posto grazie a una performance equilibrata in tutti gli indicatori. Si colloca sul podio per la valutazione del sistema ricettivo e la ricerca della destinazione.

Le mete più social d’Italia

Il Trentino-Alto Adige si conferma “destinazione più social d’Italia” con 127,8 punti, seguito dalle Marche (108,8 punti) e dall’Emilia Romagna (104,9 punti).
La Sicilia domina la ricerca online con 12,6 milioni di pagine indicizzate, ottenendo il massimo punteggio nell’indicatore “Ricerca della destinazione”. Lombardia e Piemonte spiccano come nuove entrate con quasi 8 milioni e 7,9 milioni di pagine indicizzate rispettivamente.
Sei regioni si contendono la popolarità online, con la Sicilia al primo posto, seguita da Sardegna, Toscana, Puglia, Calabria e Liguria. La Sicilia, con una media di interesse nel tempo pari a 52 punti, guida la classifica dell’indicatore “Popolarità della destinazione”.

In sintesi, l’Italia si conferma come una delle destinazioni turistiche più ambite in Europa, con le regioni italiane che si distinguono per l’appeal sociale, la reputazione online e la popolarità tra i turisti. La diversità e l’attrattiva delle varie regioni contribuiscono al successo complessivo dell’Italia nel panorama turistico europeo.

PNRR: l’Italia raggiunge il 53% degli obiettivi di digitalizzazione

Il PNRR mette a disposizione risorse mai viste prima per la digitalizzazione del paese: 47 miliardi di euro dal 2021 a giugno 2026, di cui 40 miliardi della Missione 1, più le iniziative di digitalizzazione di altre cinque Missioni, pari al 37% di tutte le risorse europee dedicate alla trasformazione digitale nel Next Generation EU. Più di tutti gli altri Paesi in Europa. La Spagna, infatti, prevede di spendere per il digitale 20 miliardi di euro, la Germania 13, la Francia 9, e altri 19 Stati meno di 2 miliardi.

Inoltre, l’Italia ha già realizzato il 53% delle milestone e dei target concordati con l’Europa (151 dei 290 previsti), e a oggi siamo il Paese con maggiori risultati raggiunti nella trasformazione digitale nell’ambito del PNRR.

Ora la partita si fa seria

Ma ora la partita si fa seria, con molti nuovi target da raggiungere, per cui sono attesi risultati con effetti concreti sull’economia e il benessere collettivo. Lo evidenzia la ricerca dell’Osservatorio Agenda Digitale della School of Management del Politecnico di Milano.

“Si apre una nuova fase per l’Agenda Digitale dell’Italia, ancor più ricca di opportunità e di criticità che in passato – afferma Alessandro Perego, Direttore scientifico -. Mentre siamo impegnati a realizzare nei tempi previsti gli interventi del PNRR, è necessario pensare a come dare un futuro sostenibile alla trasformazione digitale. È importante farlo ora, mentre entriamo nella fase più critica del Piano e impostiamo le politiche di coesione, per garantire continuità d’azione e un uso corretto delle risorse disponibili”.

La sfida della PA

La PA è fondamentale nell’attuazione del PNRR e nel raggiungimento degli obiettivi di trasformazione digitale. Almeno il 60% delle risorse del Piano (nello specifico il 33% di quelle della Missione 1 per la trasformazione digitale) sono destinate a PA centrali, locali o imprese pubbliche. Tutte le risorse sono gestite e rendicontate da PA.

In particolare, entro fine 2024 l’Italia deve confermare i target di fine 2023 sui tempi di aggiudicazione delle gare pubbliche, su quelli per realizzare quanto previsto e sulla gestione dei relativi pagamenti.
Deve poi spedire almeno 3 milioni di lettere di conformità e generare un gettito fiscale, da queste, di almeno 2,7 miliardi di euro, deve ridurre del 65% le cause pendenti nei tribunali ordinari e del 55% quelle nelle corti di appello civili.

Una digitalizzazione non lineare

A livello geografico, però, si confermano ampie differenze tra le Regioni italiane e il divario endemico tra le Regioni del Mezzogiorno e quelle del Centro-Nord.

“Se vogliamo ridurre i divari storici dell’Italia con altri Paesi e tra i nostri stessi territori, servono strategie differenziate che raccordino il livello nazionale a quello regionale. L’attuazione dell’agenda digitale deve essere portata avanti con strategie multilivello – spiega Michele Benedetti, Direttore dell’Osservatorio Agenda Digitale -, che tengano conto anche degli effetti degli interventi sulla riduzione delle disuguaglianze economico-sociali”.

Come compilare il curriculum vitae perfetto? Tutti i consigli “giusti”

“Il curriculum vitae è un documento fondamentale per la ricerca di lavoro ed è la prima cosa che i selezionatori vedranno di te. È, quindi, importante che sia scritto in maniera incisiva, efficace e coerente con la posizione a cui si aspira”. Parola di Salvatore Caruso, Executive manager di JHunter.

Insieme ad Adnkronos/Labitalia, Caruso fornisce i consigli per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro. “Quando si è agli inizi della propria carriera – spiega -, una pagina può essere sufficiente e permetterà al nostro cv di essere più di impatto. Il linguaggio deve essere chiaro e conciso, e ovviamente bisogna prestare attenzione all’ortografia e alla grammatica”.
Insomma, un buon cv non dovrebbe superare due pagine, a meno di non vantare un’esperienza lavorativa molto lunga.

Scegliere il formato corretto

“Esistono – ricorda l’head hunter – tanti tipi di formati per creare un cv: non esiste un formato migliore, ma bisogna scegliere quello che ci permette di evidenziare le nostre competenze e qualità, e che sia coerente col tipo di ruolo per il quale ci candidiamo. La struttura del cv è importante per renderlo facile da leggere e comprendere”. Ma alcuni elementi devono essere sempre presenti in un curriculum.

Le informazioni personali, che riguardano la prima sezione del cv, devono essere concise e complete. A queste dovrebbe seguire una breve dichiarazione che riassuma gli obiettivi professionali.
“Se abbiamo già maturato esperienze lavorative devono essere riportate in ordine cronologico inverso, riportando il nome dell’azienda per cui abbiamo lavorato e il ruolo che abbiamo ricoperto”, puntualizza Caruso.

È utile far emergere alcuni tratti personali

Va poi presentato in maniera sintetica il percorso di studi, sempre in ordine cronologico inverso, evidenziando il titolo di studio conseguito, l’istituto e la data.

“Segue la sezione ‘Competenze’ – aggiunge Caruso -: qui è importante riportare le competenze, tecniche e soft, che fanno emergere come il nostro profilo professionale sia in linea con la posizione a cui si ambisce. Solitamente un cv si conclude con l’elenco delle attività extracurriculari e degli interessi. Non è una sezione fondamentale, ma può essere utile per far emergere alcuni tratti personali. La foto, invece, non è una scelta obbligata, ma inserire una foto sul cv può essere utile per completare una presentazione. In tal caso, preferire una foto in formato fototessera, che trasmetta serietà e professionalità”.

Anche l’AI seleziona il CV

Nella scrittura di un cv non è da sottovalutare, poi, l’impiego dell’Intelligenza artificiale da parte delle aziende per automatizzare i processi di selezione.

“Per fare in modo che il nostro cv possa essere efficace anche per i sistemi di AI è importante usare alcuni accorgimenti – continua Caruso -. Prima di tutto, bisogna usare un linguaggio semplice e diretto, in quanto i sistemi di AI faticano a comprendere il linguaggio complesso o figurato. Occorre poi inserire nel proprio cv le parole chiave specifiche, rilevanti per la posizione a cui ci si candida. È importante anche scrivere un cv di una lunghezza contenuta, in quanto i sistemi AI possono scansionare solo un numero limitato di parole”.

Il benessere in azienda nel 2024 è una priorità. Mai più stress e clima tossico 

Sono cinque le attività suggerite da Amajor per promuovere il benessere in azienda. La prima è mettere i valori al centro della strategia di sviluppo, anche con la creazione di spazi dedicati, come le ‘design thinking rooms’, che favoriscono l’interazione e il confronto positivo.
Organigrammi chiari e riunioni settimanali, invece, promuovono la diffusione pratica dei valori aziendali.

La seconda attività suggerita è creare un sistema che valuti il potenziale di ciascun collaboratore attraverso riunioni periodiche e trasparenti. Favorire momenti di ascolto e comprensione contribuisce al miglioramento della produttività e al benessere complessivo del personale.

La formazione come crescita personale

La terza attività riguarda l’utilizzo di un sistema di ascolto per creare piani di sviluppo condivisi. La formazione, vissuta come momento di crescita personale, diventa un catalizzatore per l’aumento dell’autostima e del benessere individuale.

La quarta verte poi sul coinvolgimento dei dipendenti nelle iniziative aziendali.
Favorire l’attiva partecipazione delle risorse attraverso la creazione di nuovi progetti e team misti rompe con le dinamiche consolidate, e permette alle persone di sentirsi parte integrante dell’azienda, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi.

Una visione con le persone al centro 

L’azienda deve poi attivarsi per promuovere una ‘cultura dell’errore’, ovvero rendere le risorse consapevoli che l’errore non è colpa, ma un’opportunità di apprendimento. Come? Incentivando i team a identificare e risolvere gli errori insieme, accelerando lo sviluppo e creando un senso più profondo di appartenenza e benessere.

La chiave per il successo nel 2024 sembra, quindi, essere una visione aziendale che mette le persone al primo posto, investendo nel loro benessere per favorire una crescita sostenibile e una maggiore produttività.

Come sarà nel 2024 il mercato globale della tecnologia di consumo?

Il Consumer Electronics Show (CES), uno degli eventi chiave nel panorama tech mondiale, ha inaugurato il nuovo anno, delineando prospettive positive per il mercato dei beni di consumo tecnologici e durevoli (T&D) nel 2024. Secondo gli esperti di GfK, è tempo di riflettere sui risultati del passato e anticipare le tendenze emergenti per il futuro, con l’aspettativa che il mercato T&D tornerà a segnare un andamento positivo.

2023: il mercato T&D in ribasso

Inizialmente, le prospettive per il 2023 erano negative, con l’aspettativa di un anno difficile dovuto all’inflazione in crescita e alla saturazione post-pandemica. Tuttavia, la realtà si è rivelata ancora più complessa a causa delle tensioni geopolitiche e delle guerre, unitamente alla persistente scarsa fiducia dei consumatori e alla loro riluttanza a spendere.
Ines Haaga, esperta GfK per il settore Tech & Durables, spiega che il mercato globale Tech chiuderà l’anno con una contrazione del -3% rispetto al 2022.

I settori in crescita

Nonostante le difficili sfide, il fatturato globale nel 2023 rimane al di sopra dei livelli pre-pandemici del 2019, grazie alla crescita dei settori IT & Office e Piccolo Elettrodomestico, con aumenti rispettivamente del +16% e +21%. Al contrario, l’Elettronica di Consumo ha mostrato una tenuta più debole.

I prodotti premium piacciono… in sconto

L’indagine internazionale GfK Consumer Life rivela che nel 2023 il prezzo è diventato un elemento cruciale nelle decisioni d’acquisto dei consumatori. Retailer e produttori hanno risposto con periodi promozionali estesi e offerte su prodotti premium a prezzi scontati, consentendo ai consumatori di accedere a prodotti altrimenti fuori dalla loro portata economica.

Questi, insieme a consumatori con redditi più elevati, hanno mantenuto elevata la domanda di prodotti premium. Anche nel 2024, per i consumatori il prezzo rimarrà un elemento chiave per i consumatori. 

Prospettive per il 2024

Ines Haaga prospetta un ritorno alla crescita nel 2024, guidata da cicli di sostituzione, eventi sportivi di rilievo e differenze regionali nel settore Tech. La sostituzione di prodotti, specialmente per categorie in evoluzione come smartphone e PC portatili, dovrebbe spingere la crescita nel comparto Telecom.

Eventi sportivi come i Giochi Olimpici e i Campionati Europei di Calcio nel 2024 dovrebbero influenzare positivamente l’Elettronica di Consumo. Le divergenze regionali osservate nel 2023 potrebbero accentuarsi, con l’India in crescita e Cina e Stati Uniti che potrebbero rallentare. La prevista diminuzione dell’inflazione a livello globale potrebbe migliorare la fiducia dei consumatori nel 2024, ma i tassi di interesse rimarranno un freno agli acquisti.

I regali di Natale non graditi? Subito in vendita su piattaforme di second hand

Mai come in questo periodo, è facile ritrovarsi a casa regali non graditi. Lo sanno bene gli italiani: in base a una ricerca condotta da Wallapop, quasi il 40% dei nostri connazionali non ama ricevere come regalo di Natale  oggetti di decorazione, pigiami e calze. Quindi dI fronte a tali doni indesiderati, circa il 25% degli italiani opterebbe per ri-incartare il cadeau e regalarlo a qualcun altro, mentre il 37% lo conserverebbe nonostante non ne faccia uso.

Ma c’è un’altra soluzione, preferita dal circa il 40% degli intervistati: mettere in vendita tali oggetti su piattaforme di second-hand come Wallapop. Questa strada è la più praticata tra gli adulti, ovvero coloro di età compresa tra i 25 e i 55 anni. 

Benefici per chi vende, acquista e pure per il Pianeta

Vendere su una piattaforma di second hand garantisce diversi vantaggi, non solo per chi vende ma anche per chi acquista, promuovendo un modello di consumo più responsabile.

Ad esempio, un regalo non gradito può essere il regalo perfetto per qualcun altro, e la vendita offre l’opportunità di acquistare autonomamente ciò che si desidera. Si promuove un’economia circolare virtuosa, con benefici anche per l’ambiente. Preferire piattaforme di second-hand contribuisce a un consumo più responsabile, allungando il ciclo di vita dei prodotti e riducendo il rischio di inutilizzo o smaltimento.

Boom di vendite nella terza settimana di gennaio 

La terza settimana di gennaio risulta essere il momento ideale per vendere doni poco apprezzati, con un aumento delle vendite del 28% rispetto al mese precedente. La vendita di oggetti quali occhiali da sole, profumi, lampade da tavolo e friggitrici ad aria è stata particolarmente significativa in questo periodo. La ricerca di Wallapop fa emergere anche altre evidenze.  Innanzitutto è stato calcolato che il guadagno potenziale può arrivare a toccare i 1.247 euro, una cifra niente male per chi vende.

Ancora, questo modus operandi contribuisce alla sostenibilità ambientale, prolungando la vita utile dei prodotti e riducendo gli sprechi. La ricerca ha infine rivelato che il 56% dei prodotti messi in vendita sulla piattaforma non avrebbe prolungato la propria vita utile in assenza di un canale di compravendita di second-hand.

I doni più apprezzati

“In questo periodo dell’anno, facciamo e riceviamo un gran numero di regali: dalla ricerca condotta in collaborazione con mUp sembra che i doni second-hand più apprezzati siano i libri (50%), seguiti da piccoli elettrodomestici (27%) e smartphone (22%)” commenta Chiara Mazza, Senior PR Specialist Italy di Wallapop.

Classifica qualità della vita: Milano vince per il lavoro, Monza e Brianza per la ricchezza

È la prima volta che la provincia di Udine conquista il podio tra i territori più vivibili, ed entra nella storia della classifica che misura il benessere della popolazione italiana: Udine è la città italiana dove si vive meglio. All’estremo opposto, c’è Foggia, che dopo dodici anni veste nuovamente la maglia nera e si piazza al 107° posto.

Nella 34esima edizione dell’indagine sulla Qualità della vita del Sole 24 Ore, Roma perde quattro posizioni e scende al 35° posto, mentre sono confermati il 2° e il 3° posto, rispettivamente, di Bologna, vincitrice della scorsa edizione e ancora in testa nella categoria Demografia, salute e società, e di Trento, prima nell’Indice della sportività ed Ecosistema Urbano 2023.
Trieste e Bolzano sono fuori dalla Top 10.

Milano al top Affari e lavoro, Monza e Brianza per i consumi

Sotto il podio, la provincia di Aosta (4°), mentre Bergamo, quest’anno capitale della cultura insieme a Brescia, sale al 5° e conquista il primato per Ambiente e servizi.

Firenze, dopo aver occupato il podio nel 2022, quest’anno è 6a, e Modena, 7a.
Si conferma nella Top 10 anche Milano (8°), stabile rispetto al 2022 e prima nella categoria Affari e lavoro, mentre Monza e Brianza conquista 14 posizioni (9°) e il primato nella categoria Ricchezza e consumi.

A chiudere la Top 10, Verona, che l’aveva presidiata nel 2020 e nel 2021.
Si notano le assenze di Trieste e Bolzano, scese rispettivamente in 12a e 13a posizione.

Napoli perde 7 posizioni, Venezia 12 e Genova 20

Anche in questa edizione si concentra nel Mezzogiorno la seconda metà della graduatoria, con l’unica eccezione di Cagliari al 23° posto.
Non mancano però le novità. Se tra le ultime cinque classificate arrivano anche Siracusa (104°, -14 posizioni) e Napoli (105°, – 7 posizioni) restano sostanzialmente immobili le altre grandi aree metropolitane, quasi incapaci di ripartire dopo la pressione generata da emergenze e shock economici.

Mentre Bologna, Milano e Firenze cercano di non perdere di vista la Top 10 e i loro primati, Venezia è 34a (-12), Torino 36°, e Genova 47a, in calo di 20 posizioni.
È un’edizione, quella di quest’anno, che dà ampio spazio alle disuguaglianze sul territorio. Come riferisce AGI, pandemia, emergenze climatiche, contesto internazionale aggravato dalle guerre, shock energetico e inflazione hanno esacerbato la distanza tra le città più vivibili e quelle meno.

Indicatori aggiornati per stare al passo con i cambiamenti sociali

I 90 indicatori statistici alla base dell’indagine, di cui 46 aggiornati al 2022 e 36 al 2023, presentano alcune novità, inserite per stare al passo con i cambiamenti sociali. Ad esempio, l’indice dei progetti finanziati dal PNRR, l’indice della solitudine, le farmacie, famiglie con Isee sotto 7mila euro, gender pay gap, consumo di farmaci contro l’obesità, lavoratori domestici e aumento delle temperature.

Dieci poi gli indici sintetici che aggregano più parametri, da Qualità della vita di giovani, bambini e anziani a Qualità della vita delle donne, da Ecosistema urbano a Indice della criminalità, Indice di sportività, Indice del clima fino all’ICity Rank sulle città digitali, composto da Amministrazioni digitali e Città aperte.

RC auto e moto, truffati oltre 2 milioni di italiani 

In soli 12 mesi, oltre 2,3 milioni di italiani hanno subito truffe o tentativi nel settore assicurativo per le auto o moto, registrando un aumento del 300% rispetto all’anno precedente. L’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat ha rivelato questi dati allarmanti, che ammontano  un danno stimato di quasi 700 milioni di euro.
Andrea Ghizzoni, Mangani Director Insurance di Facile.it, ha attribuito questo deciso incremento alle tariffe in aumento per le polizze. I costi sempre maggiori della assicurazioni, infatti, avrebbero spinto gli automobilisti a cercare risparmi, a volte tramite metodi non sicuri.

I prezzi per la moto aumentati del 41,4%, quelli dell’auto del 31,5% 

Il premio medio pagato in Italia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 31,5%, raggiungendo i 610,87 euro, mentre per le due ruote è salito del 41,4%, arrivando a 572,97 euro.
Ghizzoni sottolinea che i truffatori sfruttano la volontà di risparmio degli italiani, ma invita a adottare accorgimenti per evitare frodi e beneficiare dei risparmi offerti da vari canali assicurativi.

Il danno medio per ogni truffato è di 287 euro

Nel contesto delle truffe Rc auto o moto, si evidenzia che il danno medio per ciascuna vittima è di circa 287 euro. Il web è risultato essere uno dei canali più utilizzati, con il 42% delle truffe o tentativi di truffa che hanno avuto inizio con una falsa email che rimanda a siti clone.
Altri mezzi comuni includono finto call center (23%), SMS (21%), porta a porta (20%), social network (9%) e App di messaggistica istantanea (8%).

Il 48% non denuncia la frode

L’indagine ha identificato che la categoria di età più colpita è tra i 25 e i 34 anni, con il 9,1% delle vittime, superando la media nazionale del 5,6%. Geograficamente, il Sud e le Isole hanno registrato il maggior numero di truffe (6,8%), seguiti dal Centro Italia (5,9%). I laureati sono risultati più vulnerabili, con il 7,8% delle vittime.

Preoccupante è il fatto che quasi la metà delle vittime (48%) decide di non denunciare la frode, un aumento rispetto all’anno precedente. Tra coloro che non denunciano, il 31,3% evita la segnalazione per paura che familiari o conoscenti lo sappiano, mentre il 27,1% si sente ingenuo. Solo il 16,7% decide di non denunciare perché ritiene di non poter recuperare le perdite.

A Natale sono oltre 35mila le opportunità di lavoro offerte dalle agenzie

Sono oltre 35mila le opportunità offerte dalle agenzie per il lavoro nel bimestre novembre-dicembre 2023 su tutto il territorio nazionale.
Addetti alle vendite, promoter, visual merchandiser, magazzinieri, autisti e rider. E poi ancora aiuti cuoco, camerieri, decoratori e animatori per eventi di Natale, sono alcune tra le 30 figure professionali più ricercate in vista delle festività 2023.

È quanto emerge da una rilevazione effettuata da Assolavoro Datalab, l’Osservatorio dell’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro, su dati interni al settore e su fonti terze qualificate, come Excelsior, Linkedin, Trovit, Indeed.

Cercasi commessi, anche digitali, e addetti alla preparazione ordini, anche e-commerce

Assolavoro Datalab suddivide le 30 figure professionali in 3 categorie, le 10 professioni nella vendita e nei servizi collegati, le 10 professioni nel settore della gestione ordini, logistica e trasporti, e le 10 professioni relative ad allestimento, realizzazione eventi, attività ricettive e ristorazione.

Nella vendita e nei servizi collegati, in particolare, si rileva un elevato livello di richieste di commessi, anche digitali, di promoter, banconisti, scaffalisti e addetti al back office dei reparti. Mentre il settore della gestione degli ordini, logistica e trasporti, offre numerose opportunità soprattutto per addetti alla preparazione ordini, anche per e-commerce, addetti al picking, mulettisti, corrieri e fattorini.  

Boom di richieste dalle attività ricettive e ristorazione

In vista del picco per le vacanze invernali si registra poi un boom di richieste anche per le professioni legate alle attività ricettive e alla ristorazione, quali barman, addetti alla caffetteria, e addetti di cucina.

Tra i profili richiesti nel periodo natalizio vi sono poi anche figure tecniche e artistiche specializzate in allestimenti, tra le quali decoratori, addetti alle luminarie e montatori di casette di Natale e stand.
Centri commerciali, catene di negozi e anche i singoli punti vendita ricercano poi personale che possa intrattenere grandi e bambini animando l’atmosfera natalizia con l’interpretazione del ruolo di Babbo Natale e di altri figuranti natalizi.

Offresi contratti di lavoro in somministrazione e a tempo determinato

Solitamente sono posizioni per le quali si richiede disponibilità a lavorare su turni e nei giorni festivi, flessibilità negli orari, e buona conoscenza di almeno una lingua straniera.
Si tratta per lo più di contratti di lavoro in somministrazione, ovvero con le tutele e la retribuzione tipica del lavoro dipendente e, per quelli a tempo determinato, con occasioni doppie di reimpiego allo scadere del rapporto di lavoro.

Transazione ecologica, benefici economici superiori ai costi

La transizione verso un’economia verde, decarbonizzata, circolare e rigenerativa rappresenta un’opportunità di sviluppo, innovazione ed occupazione in grado di generare benefici economici superiori ai costi. Secondo una recente indagine condotta in occasione della 12ª edizione degli Stati Generali della Green Economy, questa transizione offre vantaggi economici notevoli.

La decarbonizzazione dell’economia italiana porta un risparmio di 6,6 miliardi di euro all’anno

La decarbonizzazione dell’economia italiana, che comporta un costo annuale di 14,7 miliardi di euro nel periodo 2020-2030, porta con sé un risparmio diretto di 6,6 miliardi di euro all’anno. Inoltre, il settore della decarbonizzazione genera un indotto che assicura entrate aggiuntive per lo Stato pari a 53 miliardi di euro all’anno, un valore molto superiore agli investimenti necessari.
Investire nelle energie rinnovabili, con l’obiettivo di raggiungere una capacità di 123 GW entro il 2030, creerebbe 430.000 nuovi posti di lavoro. La promozione della circolarità nei rifiuti porterebbe all’occupazione di 97.000 persone, e un investimento di 261 milioni di euro nel ripristino degli ecosistemi genererebbe un valore aggiunto dieci volte superiore.

Gli obiettivi europei

La piena attuazione degli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2030 comporterebbe un risparmio complessivo di costi energetici ed emissioni di circa 66 miliardi di euro, con un impatto positivo sulle attività economiche e sul bilancio dello Stato. Le entrate previste includono imposte dirette e indirette, contributi sociali e altre voci, per un totale di 529,5 miliardi di euro accumulati entro il 2030.
Questi vantaggi deriverebbero da un investimento aggiuntivo di 147 miliardi di euro.

Meno consumo di materiali, di suolo, di verde

La circolarità economica, se pienamente attuata, ridurrebbe il consumo complessivo di materiali del 14,5% entro il 2030 rispetto al 2020, diminuendo la quantità di rifiuti prodotti del 17 milioni di tonnellate entro il 2030 e aumentando la quantità di rifiuti sottoposti a riciclo del 18% entro il 2030, portando il tasso di riciclo al 89,8% nel 2030.

Infine, un’economia rigenerativa implica il ripristino del capitale naturale danneggiato. L’erosione del suolo, la trasformazione della copertura del suolo e la perdita di vegetazione naturale hanno comportato perdite economiche significative. Il ripristino degli ecosistemi in Italia porterebbe benefici di circa 2,4 miliardi di euro, con costi di intervento per il risanamento e la tutela stimati in 261 milioni di euro.