Nel 2025, il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di AI, segnando un significativo incremento rispetto all’8,2% del 2024 e al 5,0% del 2023.
A quanto emerge da dati Istat, le imprese di maggiori dimensioni registrano una crescita più marcata in termini assoluti, dal 32,5% del 2024 al 53,1%, ampliando il divario rispetto alle Pmi, il cui utilizzo comunque raddoppia, passando dal 7,7% al 15,7%.
Le differenze più marcate si riscontrano nelle attività che richiedono competenze specialistiche avanzate, come l’analisi dei dati (41,9% Pmi, 83,6% grandi imprese) e quelle legate alla complessità organizzativa e dimensionale, come per l’utilizzo di software gestionali ERP (48,8%, 85,9%) e CRM (21,1%, 56,5% grandi imprese).
Gli obiettivi del Decennio Digitale
Tra gli obiettivi europei del ‘Decennio Digitale’, uno dei più importanti è portare entro il 2030 il 90% delle Pmi a un livello base di digitalizzazione.
Per l’Italia il grado di raggiungimento dell’obiettivo passa dal 68,1% nel 2023 e all’88,3% nel 2025, lasciando cinque anni per coprire i restanti 11,7%.
Altri tre obiettivi riguardano l’adozione di cloud computing, l’analisi dei dati e l’uso di AI nelle imprese con almeno 10 addetti, ciascuno con un target del 75% entro il 2030.
Quanto alle tecnologie AI utilizzate per settore di attività economica si evidenziano le imprese attive nell’informatica e altri servizi d’informazione (53%, era 36,7% nel 2024), le attività di produzione cinematografica, video e programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore (49,5%, 28,3% nel 2024) e le telecomunicazioni (37,3%, 27,6%).
Più utilizzate le tecnologie per l’elaborazione di testi e immagini
Aumenta anche la varietà nell’utilizzo delle tecnologie di AI, misurata attraverso l’adozione combinata di almeno due tecnologie. La percentuale di imprese con almeno 10 addetti che utilizza questa combinazione passa dal 5,2% del 2024 al 10,6% nel 2025.
Tra le imprese che utilizzano AI, le tecnologie più comuni riguardano l’estrazione di conoscenza e informazione da documenti di testo (70,8%), la GenAI relativa al linguaggio scritto/parlato, immagini, video, suoni/audio (59,1%) e la conversione della lingua parlata in formati leggibili da dispostivi informatici attraverso tecnologie di riconoscimento vocale (41,3%).
Una maggiore maturità in applicazioni consolidate
È il settore dei servizi postali il primo utilizzatore di tecnologia GenAI di linguaggio naturale (80,2%), machine learning (59,5%), automatizzazione dei flussi di lavoro (39,9%).
Nel complesso, la diffusione dell’AI presenta ancora ampi spazi per una crescita ulteriore: l’83,6% delle imprese non adotta alcuna tecnologia di AI, segnalando un livello di penetrazione ancora molto contenuto.
Nell’ambito delle imprese con almeno 10 addetti che hanno adottato l’AI, l’impiego esclusivo di AI generativa (1,7%) resta residuale, mentre l’uso della sola AI non generativa (6,7%) riflette una maggiore maturità in applicazioni consolidate.
Inoltre, l’adozione congiunta (8,0%) indica un segmento potenzialmente più avanzato nell’adozione tecnologica.